Sesso, gli italiani e la loro ansia da prestazione...

22/09/2017
Sesso, gli italiani e la loro ansia da prestazione...

 “Italiani primi nella ricerca sul web di prodotti ritardanti? Il dato non mi stupisce perche’ evidentemente, oltre a un interesse a far bella figura e un’attenzione alla partner o al partner, in rete si cerca la soluzione a un problema molto diffuso. Soprattutto nella fascia giovanile (fino ai 40 anni), a parte il primo problema che riguarda l’erezione, un fenomeno molto diffuso e deludente sia per gli uomini sia per le donne e’ proprio quello dell’eiaculazione precoce. E gli uomini cercano di ovviare a questo problema perche’ nelle ultime generazioni e’ cambiato tutto: le ragazze, per esempio, parlano molto di sesso e si puo’ essere ‘condannati‘”. Cosi’ la sessuologa Chiara Simonelli, docente di Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale alla Facolta’ di Psicologia della Sapienza di Roma, interpellata dall’agenzia Dire su una ricerca condotta da Lovelab secondo cui gli italiani sarebbero i primi in Europa nelle ricerche e discussioni sui forum dei prodotti ritardanti.

Prima le nostre nonne non parlavano di sesso con le amiche- prosegue Simonelli- e si presumeva che non avessero grandi esperienze, oggi il debutto sessuale maschile e’ invece sovraccaricato di aspettative nuove, cioe’ di poter avere una performance decente o comunque all’altezza che possa dare alla ragazza il tempo e il modo di poter avere del piacere. Cosi’, un’eiaculazione eccessivamente veloce, naturalmente, puo’ far dare un giudizio negativo. E l’aspetto del giudizio e’ rimasto molto forte negli uomini, perche’ in termini anche egocentrici hanno paura di ricevere un ‘brutto voto’ rispetto alla loro performance sessuale. Questa competizione tra maschi e’ diventata poi piu’ esplicita da quando le donne parlano di sesso, e piu’ sono giovani piu’ questi discorsi sono all’ordine del giorno con le amiche. Se un ragazzo fa una prestazione scadente, quindi, puo’ essere lo zimbello del gruppo di riferimento”.

Per la sessuologa, dunque, l’uso dei prodotti ritardanti da parte degli uomini non e’ una novita’: “Fanno uso di molte cose- spiega Simonelli- alcune del tutto scorrette. Spesso il debutto nella sessualita’ e’ mediato anche dalla chimica scorretta in discoteca: assumono pasticche o bevono cocktail con dentro di tutto e di piu’ e si abituano cosi’ ad uno sballo che ha un riverbero nella sessualita’, perche’ magari nel cocktail ci sono poi le nuove droghe ma anche il viagra o presunto tale. L’assunzione di queste sostanze e’ per sentirsi piu’ disinibiti, sciolti e sicuri di se’ davanti ad una donna nuova che oggi e’ piu’ esplicita ed esigente”.

Quanto puo’ incidere invece un uso eccessivo della pornografia da parte degli uomini sui problemi legati alla sessualita’? “Le performance che si vedono nei film pornografici- risponde la sessuologa- sono poco verosimili e c’e’ una distorsione dell’idea sessuale. Il prodotto pornografico si e’ differenziata ed evoluto da quando c’e’ internet e oggi l’accesso e’ piu’ semplice. Anche le ragazze guardano pornografia, intendiamoci, un po’ per capire un po’ perche’ sono piu’ disinibite, ma non ne fanno l’uso che ne fanno i maschi. E il successo di questo genere di film si spiega proprio con le insicurezze tipiche dei maschi: il poter aprire e chiudere la parentesi pornografica, anche piu’ volte al giorno, con una soddisfazione erotica dovuta al cambiar partner, perche’ possano avere la bionda o la bruna, la magra o la grassa, da’ un senso di gratificazione e onnipotenza. Soprattutto perche’ in quel caso, essendo la pornografia non interattiva, non c’e’ il giudizio dell’altro. E’ proprio l’aspetto relazionale, infatti, a spaventare maggiormente gli uomini“.

Una cosa e’ certa: sempre secondo la sessuologa “quasi non esiste” un uomo che non faccia uso della pornografia. “Ma e’ soprattutto ai piu’ giovani- sottolinea Simonelli- che la pornografia da’ un’idea molto poco realistica sia sulla performance sessuale sia in merito alle ‘misure’, un’altra grossa fissazione che puo’ generare molto ansie. L’uomo su questo aspetto non si sente mai tranquillo e se cresce con la pornografia si sente sempre un po’ inadeguato e in difetto. Se non sei ben dotato, se non sei bravo, questo naturalmente andra’ a colpire la sua identita’. Molti non riescono ad uscire dal circolo viziooso della pornografia, perche’ li’ c’e’ una gratificazione a prescindere dalla relazione o dalla frequentazione. E se prima i nonni avevano il problema del ‘Ci sta o non ci sta?’, oggi c’e’ quello del ‘Ce la faro’ o non ce la faro’?'”.

La sessuologa racconta quindi di aver conosciuto alcuni ragazzi 20enni che non hanno ancora avuto un rapporto sessuale con una donna ‘in carne ed ossa’ “proprio perche’ e’ la contrattazione e la relazione che puo’ mettere in difficolta’ un maschio incerto con una bassa autostima. Spesso capita anche che i ragazzi raccontino fandonie per non far sapere agli amici che non hanno mai avuto un rapporto sessuale e questo e’ un danno”.

Se da un lato le ragazze parlano di sesso con le amiche, dunque, dall’altro i ragazzi raccontano agli amici bugie. “Non manifestano agli amici alcun problema e hanno difficolta’ anche a chiedere aiuto, perche’ un altro punto dell’identita’ maschile, cosi’ come non chiedono informazioni per strada se si perdono- conclude infine Simonelli- e’ il ‘non dover chiedere mai’, come recitava una vecchia pubblicita’”.

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