Come fare BENE sesso virtuale

21/02/2018
Come fare BENE sesso virtuale

Basta un clic e si spalanca un mondo. "Un universo in cui il piacere è a portata di mano, 24 ore su 24, in cui non ti senti mai giudicata e puoi osare, senza confini.

Il sesso virtuale non ha limiti: ecco i siti a luci rosse, ammiccanti e quasi patinati, le app per organizzare l'incontro di una notte o il tradimento ideale, e quelle per mandare sms e video hot che fanno fremere anche i più navigati. È tutto a disposizione, per chiunque. Eccitarsi è molto più facile, si è sempre perfetti e pronti, l'orgasmo arriva, da sola o in due...”.

Questo è il racconto di Fearless80, una donna che si nasconde dietro uno pseudonimo e che svela così le sue esperienze in uno dei tanti indirizzi online che sbucano in Rete. Ma le sue parole assomigliano a quelle che tanti potrebbero scrivere o pronunciare. Perché oggi il piacere 2.0 fa ormai parte delle nostre esistenze.

Tutti, o quasi, l’abbiamo provato almeno una volta, per gioco o per sfida, da soli e con il partner. La conferma arriva dal Global sex survey, il report annuale sulle abitudini sessuali di 27 Paesi, Italia compresa: l'82% degli italiani ha testato sexting (il sesso via sms, con scambi di foto e testi) e simili. Ma per tanti la prova si trasforma nella quotidianità e il rapporto virtuale prende il sopravvento fino a sostituire quello reale. Cosa succede allora? Come cambiano relazioni ed emozioni nell’intimità? Proviamo a scoprirlo in queste pagine.

È una nuova modalità per esplorarsi

Che la tecnologia sia diventata una grande alleata tra le lenzuola non rappresenta certo una novità. Da anni webcam e sex toys hi-tech sono entrati in camera da letto, ma negli ultimi tempi Internet è sempre più protagonista e il sesso si fa online, via chat, grazie ad applicazioni di ogni tipo.

«Se vogliamo, il dominio della Rete è anche una conseguenza pratica e realistica della società moderna, in cui le distanze fisiche aumentano: molte coppie vivono lontane o trascorrono divise parecchio tempo. Il web annulla questa separazione, in ogni senso», spiega Luciano Marchino, psicoterapeuta e direttore dell'Istituto di psicologia somatorelazionale a Milano.

«A cadere, poi, sono anche le differenze di genere, visto che donne e ragazze accedono più facilmente a esperienze di questo tipo. Il virtuale permette al mondo femminile di lasciarsi andare, di sperimentare situazioni che altrimenti non oserebbero vivere.

Un esempio semplice? La pornografia: una donna non va volentieri ad acquistare un film a luci rosse, ma ora può cliccare e vedere migliaia di questi video, anche gratis. Lo stesso discorso vale per le app di appuntamenti o per le chat di messaggistica: non sono troppo volgari, ma ammiccano e coinvolgono e hanno spalancato un nuovo mondo all'altra metà del cielo».

In questa ottica il virtual sex assomiglia a una nuova strada da percorrere per conoscere e conoscersi. «È una forma di ricerca», puntualizza il professor Marchino. «Pensiamo ai giovani: prima erano assediati da diversi tabù e divieti, tanto che l’esplorazione del proprio corpo e l’approccio all’altro erano quasi affidati al caso. Oggi invece la masturbazione, la ricerca del piacere e la conoscenza delle pratiche erotiche sono a portata di clic. Gli strumenti online possono regalare libertà e consapevolezza.

In questa ottica, quindi, il sesso virtuale può rappresentare un alleato prezioso, qualcosa che migliora e aiuta, che sdogana remore e scioglie dubbi». A confermare il fenomeno ci sono diversi studi autorevoli, che sottolineano come il cyber sexsegni l'ingresso nella vita adulta per almeno 7 adolescenti su 10. L'importante, ovviamente, è che non diventi un rifugio, un modo per restare fuori dalla vita vera, dai contatti reali.

È perfetto per ravvivare un rapporto

Se fino a qualche anno fa il sesso virtuale era una prerogativa per lui o per single (uomini o donne), oggi si fa largo nella quotidianità delle coppie. E l’età non conta. «È un fenomeno che riscontro con frequenza sempre maggiore nei miei pazienti», racconta Roberta Rossi, psicoterapeuta e sessuologa dell'Istituto di sessuologia clinica di Roma.

«Mariti e mogli di ogni età si avvicinano a questa dimensione soprattutto nei momenti di crisi o di noia, quando la routine prende il sopravvento e la passione si accende raramente. Cliccare insieme su un sito, mandarsi sms con foto e video spinti e arrivare così all’orgasmo? Perché no, si tratta di un bel modo per ridare slancio a una sessualità un po’ spenta. Molte donne mi confessano che ritornano a provare il piacere dopo il momento critico della gravidanza. Alcune coppie, per finire, mi hanno svelato di essersi spinte anche oltre e, per esempio, di aver chattato con persone sconosciute, di aver vissuto un rapporto a tre a distanza: non ci vedo nulla di male, anzi. Alla fine degli anni Novanta, con la serie tivù Sex and the City, abbiamo sdoganato i sex toys, ora diamo il via libera ad altri strumenti di piacere, purché rispondano ai desideri di entrambi i partner e siano vissuti con curiosità e un pizzico di emozione. Perché il sesso deve rimanere un gioco stimolante anche se è 2.0».

Può innescare l'ansia da prestazione

Ma che cosa succede se il piacere virtuale diventa l’unico o, comunque, domina sulle relazioni e i contatti in carne e ossa? «Purtroppo, il rischio di una dipendenza dall’orgasmo 2.0 è dietro l’angolo», avverte la sessuologa Roberta Rossi. «Non sempre sfocia in una patologia vera e propria, in qualcosa da curare, ma la questione non va sottovalutata». Anche perché condiziona la realtà.

«Il primo problema? L’ansia da prestazione», continua l’esperta. «Nel mondo virtuale tutto diventa perfetto, i corpi sono icone, le sensazioni idealizzate, ma il quotidiano è ben diverso. Allora il confronto penalizza chiunque, soprattutto i più insicuri. Gli uomini soffrono per il paragone con maschi performanti, dalle misure e dalle durate da record. Le donne, invece, si bloccano davanti a ragazze che raggiungono orgasmi a ripetizione, come se fossero macchine.

Così, come in un corto circuito, entrambi scappano dalla realtà perché il fallimento manda ancora più in crisi e si rifugiano in Rete, dove tutto però è meccanico e ripetitivo». Sono proprio questi aspetti a preoccupare di più: online il sesso diventa automatico, come se si trattasse di una serie di azioni che proseguono con una dinamica di causa ed effetto. «Le immagini e gli stimoli che riceviamo da schermi e app sono protagonisti assoluti», nota lo psicoterapeuta Luciano Marchino.

«Invece corpo, emozioni e mente passano in secondo piano. Anzi, sembrano quasi sparire. Il rapporto sessuale è basato sulla fisicità, sulla carne e sugli stimoli, e sulle vibranti emozioni che sconvolgono il cervello e ci portano al piacere massimo. Invece nel virtual sex queste componenti affievoliscono il loro potere: conta l’atto meccanico, l’orgasmo, mentre la fisicità quasi sparisce. Il corpo del partner si fa oggetto, come una bambola gonfiabile da usare e poi accantonare. Anche le sensazioni vengono inghiottite, mancano l’empatia, il trasporto, il coinvolgimento profondo dati dal sentimento e dalla voglia di entrare in contatto con l’altro, di conoscerlo».

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